LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA
È un disordine monoclonale a carico di una stam cell emopoietica orientata in senso mieloide. È tipica dell’età adulto-avanzata ed ha frequenza di 1:15.000. Clinicamente possono essere distinte tre fasi: fase di esordio (spesso è difficile da identificare, asintomatica), fase cronica e fase acuta (o crisi blastica).
Sintomatologia. Febbricola resistente agli antibiotici, astenia, dimagrimento, senso di pesantezza in ipocondrio dx e sx, progressiva anemizzazione, epatosplenomegalia e linfoadenomegalia, pallore, ecchimosi (anche per traumi minimi, dovuta ad alterazioni del sistema coagulativo).
Diagnosi. Aumento globuli bianchi e diminuzione globuli rossi, aumento ALP, diminuzione Hb, piastrine aumentate o diminuite, aumento granulociti, basofili ed eosinofili, blasti >10%. La diagnosi definitiva si ha con la dimostrazione del cromosoma di Philadelphia (Ph). Il Ph è un piccolo cromosoma che si manifesta in una stam cell totipotente che dà origine alle cellule sia della linea mieloide che linfoide. Si forma in seguito ad una traslocazione 9-22 che porta alla formazione di un gene chimerico detto BCR/ABL. Il suo prodotto è una proteina di 210kD che gioca un ruolo importante nella trasformazione delle cellule mieloide. ABL è costituito da 11 esoni e nella LMC si rompe sempre tra il primo ed il secondo esone. BCR invece si rompe quasi sempre verso la metà del gene (Major Brekpoint Cluster Region). L’introduzione di BCR/ABL nel topo provoca leucemia. Ph si ha anche in soggetti sani per la presenza di dupliconi che tendono a ricombinarsi. In questi soggetti, tuttavia la traslocazione si trova solamente in un numero esiguo di cellule e non provoca manifestazioni cliniche. Le funzioni della p120 sono: impedire l’apoptosi delle cellule emopoietiche, bloccare l’inibizione da contatto, attivare gli oncogeni della famigli Ras.
Esordio: quadro citogenetico. Si possono avere:
- Mosaicismo: evento favorevole
- Omogeneità del Ph
- Omogeneità del Ph
- Anomalie aggiuntive (sono sempre indice di un stadio più avanzato della malattia, e possono comprendere traslocazioni, delezioni, traslocazioni complesse del Ph)
Fase cronica: ha durata variabile, in media 3-5 anni; dal 2001, anno di introduzione del Gleevec è molto aumentata. Può comprendere: leucocitosi, blasti midollari <30%,>
Fase acuta: porta inevitabilmente a decesso. E' caratterizzata da febbre, inappetenza, infezioni, dimagrimento, emorragie, leucocitosi spiccata, anemia, piastrinopenia, blasti midollari >30%.
Terapia.
- Gleevec (imatinib mesilato o STI-571). È il gold standard. Si ha remissione della malattia nel 70-80% dei casi. Agisce solo sulle cellule mutate, per cui è quasi privo di effetti collaterali. La sua efficacia cessa quando il gene BRC/ABL muta ed il farmaco non è più capace di legarsi sul suo sito di legame. L’unico svantaggio è l’elevato costo (una settimana di terapia costa 1.500-2.000 euro).
- ARA-C e INFalfa
- Trapianto di midollo se c’è un donatore compatibile. Se il trapianto riesce il paziente guarisce completamente.

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